Hot and Bothered.

EARTH SICK 2

It’s comforting to
allow yourself to feel pain.
Maybe it’s true, maybe it’s true,
You feel more alive this way.

We would never be the same if it wasn’t for our deepest wounds,
We don’t want another shape, we just don’t wanna be misunderstood.
We try hard to play the game cause we just want to feel something good.
And you know, you know.

Il problema non è il problema di per se ma come ognuno di noi decide di affrontare il problema. Il problema diventa problema perché siamo noi a farlo diventare problema tramite la nostra percezione.
Ad un certo punto mi sono ritrovata a chiedermi se ne è valsa la pena. Se tutto quello che ho fatto in questi anni ha avuto un senso, banalmente mi sono chiesta il perché delle cose. Perché alcuni di noi scelgono le responsabilità e perché alcuni di noi le rifiutano. In questo non c’è un approccio giusto e uno sbagliato, ci sono semplicemente modi diversi di vivere, modi diversi di esprimersi. Mi sono ritrovata a chiedermi se potrei essere altro rispetto a quello che attualmente sono e faccio, se potrei reinventarmi in qualche modo. Mi piace il cammino che ho intrapreso e come mi sto evolvendo? In questa situazione mi sento a mio agio? Alla fine la risposta mi è venuta naturale, la risposta è che mi sento a mio agio. Forse faccio parte di quella schiera di persone che non è spaventata dalle responsabilità e dai propri limiti. Mi sono resa conto che in questi anni ho affrontato i miei limiti senza neanche starci troppo a pensare. Dopo averli superati realizzavo di averlo fatto. Probabilmente, a volte, per affrontare i propri limiti bisogna metterci incoscienza, se ci si sofferma troppo a pensare la paura può bloccarci. Probabilmente i nostri limiti non sono altro che nostre insicurezze, presunte incapacità. Molto spesso nessun limite è reale, è solo nella nostra testa.
Forse era per questo che mi piaceva tanto nuotare. Mi buttavo in acqua e andavo, non mi facevo troppe domande. Mi piaceva tanto sgambettare con la tavoletta, facevo sempre più schiuma di tutti sbattendo i piedi in acqua. Quella gara l’avevo vinta senza neanche starci troppo a pensare, mi sono accorta, una volta finito, di aver vinto. Mi piacerebbe tornare in piscina, l’odore del cloro mi ha sempre calmato all’istante. Ora per calmarmi vado a correre, ho cominciato le ripetute ma sto fumando troppo.
Nessuno ha mai saputo qual’è il mio posto preferito di Roma, ci penso spesso ma non ci vado mai.

E. “Ma tu anche con il terremoto stai li a picchiettare?”
M. “Nella vita bisogna smazzare, sempre.”

Men can be lazy, women can’t.
And I think that goes double for you.
– The Good Wife – 

Non ero amato da quelli del vilaggio,
e affrontavo chi m’insultva
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
E’ molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lasciò divorare senza un lamento.
E’ più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle –
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole – io sono contento.
– Edgar Lee Masters –

Half Hero.

EARTH SICK 1

I’m alone with my desire,
I’m a saint and I’m a liar.
Always in the middle of it,
One foot forward, one to the left.
What will I become from this?
Justifying every sin.
Come with me, leave me alone.

B. “Sono impressionata da come stai affrontando la cosa. Hai una calma, una serenità pazzesca.”
E. “In fondo non è successo niente, ho ancora tutte le dita dei mani e dei piedi. Che mi manca?”
B. “Ma non ti viene voglia di incazzarti?”
E. “Ma perché dovrei? E poi con chi dovrei arrabbiarmi? Che senso avrebbe? La mia salvezza è che sto capendo molto di quello che è successo, il capire aiuta. Ogni situazione porta con se del buono, sta solo a noi individuarlo.”
B. “Io non ho mai visto una tale lucidità di pensiero. Stai soffrendo vero?”
E. “Molto. La sofferenza ora fa parte di me ma va bene così, ad un certo punto come è venuta andrà via. Non voglio però nascondermi, anche la tristezza va indossata con eleganza e grande charme. Anche la tristezza fa parte dell’animo umano, non possiamo pubblicizzare solo la felicità. Anche la tristezza, come tutte le altre emozioni, ha la sua dignità. Forse l’unica cosa importante è portarla con se in modo composto, senza drammi.”
B. “Sai che hai cambiato faccia?”
E. “Nessuno si è accorto che ho cambiato colore di capelli ma tutti mi dicono che ho un viso diverso.”
B. “Si ma hai un bel viso, un viso forse più saggio e rilassato con occhi più profondi.”
E. “Meglio così, non tutti i mali vengono per nuocere. Ma lo sai che ora mia madre ha cominciato a lasciarmi poesie di Leopardi sul cuscino? Dice che chi interpreta Giacomino solo come un pessimista ha una visione molto limitata di quello che ha scritto.”
B. “Che mita, la voglio conoscere.”
E. “Facciamo un pranzo ma se poi comincia a parlare della tragedia greca te la sopporti tu.”

O luna, tu che illumini ogni sera il tempo del sonno,
dove il sogno prende il sopravvento sulla realtà,
dove le ombre cancellano la luce,
illumina anche il mio cuore, perennemente dolente.
O spicchio di luce, che illumini i baci e le carezze dei giovani innamorati,
rischiara il loro cammino,
perché, confusi dal loro sentimento, non vedono l’irto sentiero
dove si imprimono i loro inesperti passi.
O notte, portatrice di effimere illusioni,
il tuo manto stellato possa avvolgere le mie parole
e consegnarle al vento, affinché possa essere mio messaggero.
– Giacomo Leopardi –